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le stimmate del golfista
Per la prima volta in tanti anni so cosa vuol dire frequentare un campo pratica. Cambio un biglietto di 10 euro in monete e riempo due cestini fino all’orlo di palline gialle con due striscette nere. Metto la pallina sul tappetino, faccio una prova o due senza la palla pensando a cosa sto facendo. Il maestro mi ha detto di curare il triangolo mani-braccia-spalle quando faccio il backswing e tenere ferma la gamba destra sforzando solo la parte superiore del corpo. Mi sforzo di seguire queste istruzioni nella prova e poi provo lo stesso movimento sulla palla, valutandone l’effetto. Il tiro è dritto? La palla si è alzata bene? Ha fatto la distanza che avrei voluto? Il mio finish è rimasto fermo fino a che la palla non è atterrata?
Una pallina dietro l’altra, uno swing dietro l’altro per memorizzare una SENSAZIONE, per far sì che il mio corpo sappia muoversi con la MEMORIA. So cosa sbaglio, so cosa devo fare e ogni volta che consumo due cesti di palline acquisto un centimetro di sicurezza per il mio futuro gioco. Sento l’errore, sento il movimento giusto, noto le differenze, ascolto le sensazioni, acutizzo i miei sensi. Le mie mani portano le STIMMATE, ossia i calli sull’indice sinistro e la sbucciatura sul pollice destro. A casa faccio 10 minuti al giorno di swing senza palla.
Cosa mi ha spinto a TUTTA QUESTA SOFFERENZA? la frustrazione. Ho sempre saputo che per migliorare bisogna praticare, ma non l’ho mai fatto prima! Amo passeggiare in campo, questo per me è lo scopo del golf.Ma se mi pongo obiettivi che posso raggiungere facilmente e faccio gesti che sono abituata a compiere non cresco, ma mi TENGO OCCUPATA. Pensa a qualcuno che non fa che ripetere tutto il giorno e tutti i giorni gesti abituali: una casalinga che fa la spesa, cucina, pulisce la casa e accudisce i figli, oppure un impiegato delle poste che sta alla cassa e quando torna a casa guarda la televisione. Queste persone NON CRESCONO. Crescere vuol dire superare le difficoltà, fare cose “difficili”, apprendere concetti nuovi. All’inizio, quando ci diamo nuove sfide o impariamo qualcosa di nuovo non capiamo, le cose non tornano, riflettiamo e rimuginiamo, ma poi tutto diventa chiaro e afferriamo il concetto. Quel concetto diventa nostro per tutta la vita, ci arricchisce per sempre e siamo cresciuti! Nel golf ero in zona comfort, pensavo: “gioco benino, mi piace tanto passeggiare e non mi interessano risultatoni”.
Che mega bugia mi sono raccontata negli ultimi anni! In realtà anche nel golf non volevo crescere, ma TENERMI OCCUPATA. Avevo la mia routine, passeggiando in campo con un’amica che gioca peggio di me, due volte a settimana più la gara del sabato mattina. Erano rare le volte in cui riuscivo a giocare pari col mio handicap, sia in gara che fuori gara, ma non me ne curavo più di tanto: assorbivo la frustrazione come fosse una naturale parte integrante del gioco del golf. In parte è così, anche i campioni hanno giornate di basse performance e quindi frustranti, ma quando il giocar male diventa un’abitudine abbiamo tre vie: smettere, continuare a giocare male o cercare di migliorare.
Eccomi qui dunque con le “stimmate” alle mani, quasi fossi una santa che vuole conquistare il paradiso, ad allenarmi con quella stupida pallina che non vuole saperne di volare dritta, alta e lontano.
E’ pazzia? Certo! Ma tra le controindicazioni del golf c’è proprio la fissazione, che in alcuni casi può evolvere in pazzia…
Il cavallo, la vita e il golf.

Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo.
Non riportò alcuna ferita,
ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.
Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato,
mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.
Finalmente, il contadino prese una decisione crudele:
pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente,
e anche il pozzo ormai era secco
ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.
Così non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo.
Allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.
l cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo,
e pianse disperatamente.
Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra,
il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa
vide che ad ogni palata di terra
che cadeva sopra la schiena,
il cavallo la scuoteva,
salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.
Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo
riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo,
passare sopra il bordo e uscire da lì,
trottando felice.
La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra.
Soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra
che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.
Ciascuno dei nostri problemi
è un gradino che ci conduce alla cima.
Possiamo uscire dai buchi più profondi
se non ci daremo per vinti.
Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto!
Io aggiungo: Possiamo uscire dalla “depressione da swing” se non ci daremo per vinti! Smettiamo di giocare affidandoci al caso, facciamoci venire le stimmate del golfista praticando a lungo… Saliamo sulla terra che lui, il golf, ci ha tirato addosso e impariamo a DOMINARLO!
Il viaggio verso la depressione golfistica
Il fallimento non viene mai tutto insieme. Quando fallisce un’azienda, un negozio, una società NON E’ UNA SORPRESA, è solo un RISULTATO di tante piccole scelte sbagliate.
E quando è il golf a dare risultati scadenti, quali scelte sbagliate hai fatto? Quali brutte abitudini hai acquisito che hanno impedito al tuo swing di far alzare la palla? Perchè i tuoi colpi sono corti, strappati, flappati, storti, inconsistenti?
Il golf all’inizio ti dà tante soddisfazioni e SPERANZE. Quando inizi hai un entusiasmo e una passione che ti permettono di raggiungere un PICCO (vedi foto), e il bello è che questo picco ha una certa durata: settimane, a volte mesi, perfino anni, che grandiosità! Vinci qualche gara, ti abbassi di handicap, festeggi e sei felice, il golf ti prende la testa e ti entra nel cuore e nell’anima, ti dà un senso di invincibilità e una grande fiducia in te stesso. MA QUESTO PICCO FINISCE. Ecco che precipiti nei colpi inconsistenti, i tuoi risultati diventano scadenti e ti sembra impossibile ricominciare a giocare bene per quanto tu provi e riprovi a ritrovare le sensazioni di quando il tuo swing FUNZIONAVA. Allora il tuo handicap aumenta piano piano a forza di virgole, i compagni che prima ti cercavano per le gare a coppie si defilano, inizi ad evitare le gare con le scuse più disparate… sei nel pieno della depressione golfistica!
Come può essere accaduto? Forse giochi solo in campo, non frequenti il campo pratica e il tuo scopo è colpire la pallina per fare risultato. Ma se tu vuoi colpire la pallina è probabilissimo che tu sbagli lo swing! Giocando solo in campo non alleni la scioltezza dello swing, tendi a guardare dove va la palla, alzi la testa e rovini tutto. La palla va attraversata, ma in campo questa regola la dimentichi facilmente, in campo vuoi dare delle gran botte alla palla per spedirla chissà dove… In campo non hai tempo per riflettere e CAPIRE come si fa lo swing. Siccome il campo pratica è noioso, tu giochi solo in campo e alleni l’errore, alleni solo il fatto di voler PICCHIARE la pallina. Dai oggi, dai domani (un modo di dire lucchese che significa ripetere le stesse cose più e più volte) il tuo swing è annientato e lasciato in balia del CASO.
Ti alleni, hai un buon swing e quando fai la prova dimostri di aver capito come far volare bene la palla, ma il tuo swing sulla palla è totalmente diverso, figlio della PAURA. Paura di cosa? Di quel tondo bianco che non sai se si alzerà! Paura di te stesso, sfiducia nelle tue capacità, ansia da prestazione. Ogni volta che sei in campo e alzi la palla esulti e tiri un sospiro di sollievo per aver evitato una figuraccia con i compagni e con te stesso. Dai oggi e dai domani (solito modo di dire) come speri di acquistare fiducia in te? Il tiro di golf dovrebbe essere GUSTATO, fonte di gioia e non fonte di stress…
I rimedi che cerchi di porre in atto sono inconsistenti. Magari vai dal maestro che ti dice cosa sbagli, ma tu non riesci a mettere in pratica cosa ti suggerisce per migliorare il tuo swing. Dopo qualche lezione constati che il tuo swing è lo stesso di prima, così ritorni a giocare in campo e ottieni gli stessi identici risultati.
Ogni volta che giochi male ti dici che magari la prossima volta andrà meglio, infatti avrai alcune rare volte in cui riesci a giocare il tuo handicap e allora ti ripeti: CI SIAMO! Oggi ho giocato bene, la prossima volta giocherò meglio! Invece oggi hai fatto risultato (che non vuol dire giocare bene) per una serie di casi fortuiti, perchè il tuo swing è lo stesso di prima, solo che hai imbucato tanti putt o hai approcciato meglio del solito, oppure hai fatto errori SCUSABILI di swing. (Hai presente quei rattoni lunghi che ti hanno consentito di chiudere la buca? Li chiami colpi di golf?)
SE CONTINUI A FARE COME HAI SEMPRE FATTO OTTIENI I RISULTATI CHE HAI SEMPRE OTTENUTO!!!
Come muoverti dunque? Ti risponderò con grande gioia appena otterrò il risultato che mi sono prefissa. Dal niente non viene niente, per ottenere qualcosa l’unica via è il lavoro duro e certamente è cambiare abitudine. Adesso so che anch’io ho accumulato brutte abitudini, come quella di giocare in campo, fare “passeggiate” con persone che vogliono solo passeggiare (…), illudermi di fronte a un buon risultato, rassegnarmi a veder accorciato di trenta metri il drive, accettare di sbagliare colpi facili, scarsa attenzione alle parole del maestro… Il mio viaggio però è finito, adesso voglio risalire sul picco. Non mi interessa il picco di 6000 metri, ma almeno a 1000 metri vorrei arrivarci!
Il fallimento non viene tutto insieme, è il risultato di una serie di scelte sbagliate. Il successo, che è l’esatto contrario, significa porre in atto scelte consapevoli che facciano SUCCEDERE qualcosa e se questo qualcosa non succede bisogna cambiare, provare e riprovare, senza arrendersi. Spero di darti al più presto la MIA chiave per il successo a golf!
Golfissazione va in vacanza!
Un lettore mi ha raccontato questa scenetta avvenuta nel suo circolo.
L’autore del misfatto, che chiameremo Beppino, è diventato tristemente famoso anche oltre i confini del circolo e nessuno lo vuole come compagno di gara!
Quel giorno Beppino stava andando bene in gara, era pari dopo una decina di buche, ma a un certo punto mette la palla in bunker, suo punto debole. Si avvia con i tre compagni verso la palla, due di loro si addentrano a destra nel boschetto per cercare una palla e l’altro (quello che mi ha raccontato la storia) sta dall’altra parte del fairway.
La palla di Beppino è insabbiata, ne emerge solo meno della metà. Beppino si guarda intorno, c’è solo il compagno che sta guardando lo score, gli altri due sono ancora nel bosco, allora che fa Beppino?
Da’ un calcio alla palla!
La sposta solo di un paio di metri, sempre in bunker, ma adesso almeno è giocabile, è interamente sopra la sabbia, il colpo è più facile! Per sua sfortuna il mio lettore lo vede, si mette a ridere e gli dice:
Stai giocando a Beach Soccer per caso? (storia tristemente vera)
Buone ferie a tutti, buon agosto!
Organizzati la vita!
Un paio di settimane fa ho comprato un ebook dal titolo “Zen to done” di Leo Babauta, Leonardo Di Paola e Viviana Taccione. Spiega come organizzare al meglio il tempo per fare in modo che ne AVANZI. “Non ho tempo” è una frase che pronunciano ormai tutti quanti, tranne pensionati, disoccupati e depressi… Si tratta di acquisire 10 abitudini NUOVE, cosa non del tutto facile ma fattibile.
Tu ora, in quanto golfista penserai: se ottimizzare il tempo mi permette di giocare 9 buche dal lunedì al venerdì + 18 il sabato e la domenica voglio anch’io quell’ebook. Infatti molti golfisti lo HANNO GIA’ COMPRATO. Io però ho notato che fra questi la maggioranza ha letto l’ebook distrattamente senza metterlo in pratica. N O N S E R V E a niente allora!!!
Ecco cosa ne ho ricavato io.
Delle 10 abitudini che dice di cambiare tre le ho sempre adottate. Una è quella di raccogliere i dati, porto sempre con me un’agendina e quando mi viene in mente qualcosa da fare o da ricordare me lo annoto. Annoto anche le idee brillanti o le frasi che mi colpiscono e poi ci scrivo accanto una U se sono urgenti, una I se sono importanti, una IU se sono importanti e urgenti e una NN se non sono importanti né urgenti. Per quelle urgenti passo al più presto all’azione. La seconda cosa che ho sempre fatto è pianificare la giornata e la settimana, sempre con lo stesso metodo ma sull’agenda grande che ho a casa e sempre scrivendo accanto ad ogni cosa U,I, IU o NN, l’importante è che entro la settimana siano tutte cancellate, cioè fatte. La terza cosa meravigliosa che ho già fatto è inventarmi un lavoro che adoro, che mi diverte e che mi appassiona; anche se ci ho messo mezzo secolo la soddisfazione è arrivata ed è meraviglioso.
Le cose nuove dell’ebook Zen to done – organizzati la vita che ho messo in pratica sono:
1 – rispondo immediatamente a TUTTE le email, anche solo con due parole, ma evito di lasciarle lì e decidere DOPO
2 – ho adottato due nuove abitudini con la sfida dei 30 giorni e annoto ogni giorno sul foglio diviso in 30 righe cosa ho fatto, poi mi premio in fondo alla settimana. Una abitudine nuova è di fare gli esercizi sulla pedana vibrante da 10 a 20 minuti al giorno, la seconda è di guardare uno o due film comici la settimana. Per ora ci sono riuscita, oggi è il giorno del premio e vado a comprarmi un vestito nuovo!
3 – ho ridotto i miei obiettivi all’essenziale e anche questo blog ci rimette: un post ogni 10-14 giorni, di più non posso. Faccio gli acquisti SOLO per i clienti senza intasare il magazzino e semplifico la mia attività, passo più tempo produttivo, affettivo e divertente possibile con la mia famiglia che resta il mio obiettivo primario.
Ti sembra poco? A me sembra un miracolo. Ho la pedana vibrante in camera da due anni e non l’avevo MAI usata prima, adesso me la litigo con mio marito e i miei muscoletti flaccidi si stanno trasformando in quasi-TONICI (la strada è ancora lunga perchè alla fine i miei esercizi sono più vicini al minimo di 10 minuti che al massimo…) Mi affacciavo sulla posta elettronica 15 volte al giorno e rimandavo le risposte, adesso DECIDO subito cosa fare ed è liberatorio. Sceglievo spesso film drammatici e lacrimevoli adesso imparo a RIDERE di più con i film divertenti.
Grazie Zen to done!
Se non lo hai ancora visto, eccolo:
http://www.wecoclub.it/ztd/index.php/?e=golffissazione@gmail.com
Gli autori di “Zen to done” spiegano anche come rimanere motivati con suggerimenti sullo stile del libro “The Secret”. Anch’io sto “costruendo” un tabellone della visione, il “vision board” di cui parla “The Secret”, per dare l’esempio alle mie figlie che per adesso non vogliono saperne.
Visualizzati ad obiettivo raggiunto. Dove sei? Come sei vestito? Chi c’è vicino a te? Mangi o bevi qualcosa per festeggiare? C’è qualche profumo nell’aria?C’è un Suono? Cosa finalmente potrai fare?
Aggiungi dettagli alla tua visualizzazione. Sei felice? Provi entusiasmo, sensazioni positive? Senti di avere raggiunto uno step importante della tua vita? Se sì, siamo sulla strada giusta… (se no, cambia obiettivo o cerca di lavorarci su ancora un po’)
Ripeti ogni giorno per almeno 5-10 minuti questa visualizzazione finché non fa parte di te.
Per ricordarti di farlo, trova una foto, un’immagine, un collage di immagini, che ti facciano focalizzare sul tuo obiettivo.
Mettile ovunque tu possa posare lo sguardo durante la tua giornata: sfondo sul computer e sul cellulare, con dei magneti sul frigo,
posizionale in un portafoto sul comodino vicino al letto…Individua delle parole, delle frasi chiave per te che rappresentino brevemente quello che vuoi raggiungere.
Attacca dei post it con quelle parole dove puoi vederli, mettine uno nel portafoglio, nell’agenda, sulle piastrelle del bagno…
Le parole sono potenti, usale come salvaschermo del computer e fallo partire solo dopo 2 minuti in modo che proteggerai il tuo schermo e potrai ispirarti di continuo.
Trova una musica che ti dà carica, che ti fa pensare al tuo obiettivo e mettila come sveglia (invece di sentire un depotenziante notiziario alla radio che tanto ti parla solo di cose negative e di traffico). E – perché no? – mettila anche come suoneria sul tuo cellulare….
Più stimoli sensoriali avrai, attivi (costruiti dalla tua parte conscia visualizzando il tuo obiettivo) o passivi (richiamati da immagini, suoni e parole sparse nella tua quotidianità), e più sarai motivato ad agire.
E la cosa bella è che il nostro cervello non distingue tra un’esperienza realmente vissuta ed una immaginata vividamente…
Questo metterà in moto anche la famosa “Legge di Attrazione” di cui parla il libro “The secret”.
Ti auguro di organizzare al meglio il tuo tempo: il tempo è vita!