Archivio di agosto 2010

Il cavallo, la vita e il golf.

cavallo

Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo.
Non riportò alcuna ferita,
ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.
Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato,
mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.
Finalmente, il contadino prese una decisione crudele:
pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente,
e anche il pozzo ormai era secco
ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.
Così non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo.
Allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.
l cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo,
e pianse disperatamente.
Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra,
 il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa
vide che ad ogni palata di terra
che cadeva sopra la schiena,
il cavallo la scuoteva,
salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.
Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo
riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo,
passare sopra il bordo e uscire da lì,
trottando felice.
La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra.
Soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra
che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.
Ciascuno dei nostri problemi
è un gradino che ci conduce alla cima.
Possiamo uscire dai buchi più profondi
se non ci daremo per vinti.
Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto!

Io aggiungo: Possiamo uscire dalla “depressione da swing” se non ci daremo per vinti! Smettiamo di giocare affidandoci al caso, facciamoci venire le stimmate del golfista praticando a lungo… Saliamo sulla terra che lui, il golf, ci ha tirato addosso e impariamo a DOMINARLO!

I sassi grossi

untitledUn anziano professore tenne un corso sulla pianificazione del tempo a un gruppo di dirigenti e iniziò subito con un’esperienza.
Tirò fuori da sotto la cattedra un grosso recipiente che conteneva più di 4 litri,  lo posò delicatamente davanti a sé. Subito dopo tirò fuori una dozzina di sassi, grandi come una palla da tennis, e li pose con delicatezza, uno per uno, dentro al grande vaso. Quando fu pieno, di modo che non era più possibile aggiungerci un altro sasso, domandò ai suoi allievi: “Secondo voi, il vaso è pieno?”.

Essi risposero in coro: “Sì”.

Il vecchio attese qualche secondo e poi domando’: “Veramente?”. Allora si piegò e tirò fuori da sotto il tavolo un recipiente contenente della ghiaia fine. Con minuzia, versò la ghiaia nel vaso e i pezzettini andarono ad infilarsi fra un sasso e l’altro… fino alla base.

Sollevando lo sguardo, domandò di nuovo: “E adesso è pieno?”. Questa volta i suoi brillanti allievi cominciarono a comprendere, e uno di essi disse: “Probabilmente, no”.

“Bene” – riprese l’insegnante. Si piegò di nuovo, e questa volta tirò fuori un sacchetto di sabbia. Con precisione, versò la sabbia nel vaso. La sabbia riempì gli interstizi lasciati liberi dai sassi e dalla ghiaia.

Ancora una volta, domandò: “E adesso, il vaso è pieno?”.

E questa volta, senza esitare, tutti gli allievi risposero in coro: “No!”.

“Bene!”, disse il vecchio. E come i suoi prestigiosi allievi si attendevano, prese la caraffa d’acqua che era sulla cattedra e riempì il vaso fino al bordo. Sollevando lo sguardo verso il gruppo, l’insegnante domandò: “Qual è la grande verità che ci dimostra questo esperimento?”.

Il più audace degli allievi, riflettendo sul soggetto della materia, disse con orgoglio: “Questo dimostra che, anche quando crediamo che la nostra agenda sia completamente piena, se lo si vuole veramente, possiamo aggiungere ancora qualche appuntamento, qualcosa da fare”.

“No – rispose il vecchio prof. – non si tratta di questo. La grande verità che ci dimostra quest’esperienza è la seguente: Se noi non infiliamo i sassi per primi nel vaso, non potremo mai farceli stare tutti, dopo!”.

Ci fu un profondo silenzio. Ciascuno prendeva coscienza dell’evidenza di questa verità.

Il vecchio allora, aggiunse: “Quali sono i grandi sassi nella vostra vita? La salute? La Famiglia? Gli amici? Realizzare i vostri sogni? Fare quello che vi piace? Imparare? Difendere una causa? Riposarsi? Dare ad ogni cosa il suo tempo? O… qualsiasi altra cosa? Quello che dovete imparare, è l’importanza di mettere i GROSSI SASSI in primo piano, nella vostra vita, se no rischierete di fallire! Se darete la precedenza alle cose urgenti ma non importanti (la ghiaia, la sabbia e l’acqua) riempirete la vita di stupidaggini e non avrete abbastanza tempo da consacrare agli elementi importanti della vostra vita. Allora, non dimenticate di porvi la domanda: Quali sono le grosse pietre della mia vita? E in seguito, mettetele nel vaso!”.

Se hai letto l’ebook “Zen to done” avrai notato che menziona i sassi grossi in continuazione e hai capito che  sassi grossi sono le cose per noi più importanti. Ad esempio, io metto fra le cose importanti la famiglia, quindi fra i miei sassi GROSSI, quelli che metto nel vaso per primi, ci sono il rapporto con i miei figli e con mio marito. Un altro sasso grosso per me è seguire questo blog, scrivere, creare ebook e audio, aiutare le persone a stare meglio.

Quindi, che significa mettere prima i sassi grossi nel vaso?

Significa che fra gli impegni della settimana è opportuno programmare per prime le cose importanti anzichè lasciarle per ultime. Abbiamo tutti l’abitudine di riempire l’agenda con le urgenze:

appuntamenti di lavoro

appuntamenti, con medici, dentisti, ecc

impegni dei figli come calcio, danza, tennis, basket…

pagamento bollette, operazioni alla banca e alla posta…

spesa al supermercato, programmazione cene a casa con amici

preparazione pasti, pulizia della casa, lavare stirare…

tagliando alla macchina

rimediare i problemi e gli imprevisti

rispondere a tutte le telefonate di lavoro

dare retta a chi ti interrompe mentre lavori…

Anche se non scriviamo tutto questo in agenda alla fine è quello che facciamo TUTTI i giorni della settimana, con priorità. MA TUTTE QUESTE COSE SONO GHIAIA, SABBIA E ACQUA!!! Sono le urgenze, quelle che vanno fatte per forza. Certo, vanno fatte, ma perchè non considerarle ghiaia o sabbia anzichè sassi grossi? Ecco come possiamo fare.

Io ad esempio dò priorità alla famiglia, al golf e alla scrittura. Programmare questi sassi grossi in mezzo a preparazione pasti, spesa, impegno di un altro lavoro, conduzione della casa e del giardino,  genitori e parenti che ti chiedono una mano,  non è facile ma io lo faccio. Metto tra gli impegni della settimana un’ora-due al giorno di scrittura blog o libro, due mattinate di golf (a volte tre) e delle uscite con mio marito o uno dei miei figli. Quando qualcuno dei miei familiari ha bisogno di me (per cose che non possono risolvere da soli) se posso interrompere ciò che sto facendo lo interrompo, altrimenti trovo un momento più tardi. A volte fisso un SASSO GROSSO di un weekend con la famiglia o una serata con uno dei miei figli al cinema, oppure accompagno mia figlia all’università e passo una giornata sola con lei: Non è “tempo perso”, è tempo guadagnato! Nel rapporto a due nascono conversazioni spontanee, si crea intimità e fiducia, la relazione ne esce rinnovata. Ho trascorso due giornate intera ieri  sola con mia figlia maggiore, abbiamo imparato così tante cose l’una dall’altra, è stata un’esperienza intensa per entrambe.

Il mercoledì e il sabato mattina ho il SASSO GROSSO del golf, che nessuno osa toccarmi. Nessuna “urgenza” (come ad esempio inviti a compleanni, impegni di lavoro, richieste di assistenza…) può avere priorità su quelle due mezze giornate! C’è da stirare una montagna di panni? Lo faccio fare a una signora, o lo farò quando i miei SASSI GROSSI sono sistemati.

Una volta programmati i sassi grossi riempio il mio vaso con la ghiaia (le urgenze: fare la spesa, cucinare, accompagnare i figli a destra e a sinistra, appuntamenti con i medici…), la sabbia (stirare, lavanderia, parrucchiere, acquisto vestiario e scarpe…) e l’acqua (chiacchierate, ascolto dei problemi delle persone, risoluzione di problemi della casa, della vettura, del lavoro, del computer…)

Compra l’utilissimo libro di Stephen Covey dal titolo “First things first” (le prime cose al primo posto) oppure rileggiti l’ebook “Zen to done”, un utile elenco di nuove abitudini da adottore per organizzarsi la vita. Il tempo è denaro, salute, amore e gioia! Se clicchi su questo link vedi cos’è “Zen to done”:

http://www.wecoclub.it/ztd/index.php/?e=golffissazione@gmail.com

Non bisogna essere efficienti per forza e fare milioni di cose in un giorno per essere felici, lo stress può minare salute e gioia. I sassi grossi sistemati per primi, invece, ci danno forza, salute e felicità.

Decidi subito QUALI sono i tuoi sassi grossi e sistemali per primi nel vaso della tua vita!

Il viaggio verso la depressione golfistica

MonteRosa_Punta-Gnifet[1]Il fallimento non viene mai tutto insieme. Quando fallisce un’azienda, un negozio, una società NON E’ UNA SORPRESA, è solo un RISULTATO di tante piccole scelte sbagliate.

E quando è il golf a dare risultati scadenti,  quali scelte sbagliate hai fatto? Quali brutte abitudini hai acquisito che hanno impedito al tuo swing di far alzare la palla? Perchè i tuoi colpi sono corti, strappati, flappati, storti, inconsistenti?

Il golf all’inizio ti dà tante soddisfazioni e SPERANZE. Quando inizi hai un entusiasmo e una passione che ti permettono di raggiungere un PICCO (vedi foto),  e il bello è che questo picco ha una certa durata: settimane, a volte mesi, perfino anni, che grandiosità! Vinci qualche gara, ti abbassi di handicap, festeggi e sei felice, il golf ti prende la testa e ti entra nel cuore e nell’anima, ti dà un senso di invincibilità e una grande fiducia in te stesso. MA QUESTO PICCO FINISCE. Ecco che precipiti nei colpi inconsistenti, i tuoi risultati diventano scadenti e ti sembra impossibile ricominciare a giocare bene per quanto tu provi e riprovi  a ritrovare le sensazioni di quando il tuo swing FUNZIONAVA. Allora il tuo handicap aumenta piano piano a forza di virgole, i compagni che prima ti cercavano per le gare a coppie si defilano, inizi ad evitare le gare con le scuse più disparate… sei nel pieno della depressione golfistica!

Come può essere accaduto? Forse giochi solo in campo, non frequenti il campo pratica e il tuo scopo è colpire la pallina per fare risultato. Ma se tu vuoi colpire la pallina è probabilissimo che tu sbagli lo swing! Giocando solo in campo non alleni la scioltezza dello swing, tendi a guardare dove va la palla, alzi la testa e rovini tutto. La palla va attraversata, ma in campo questa regola la dimentichi facilmente, in campo vuoi dare delle gran botte alla palla per spedirla chissà dove… In campo non hai tempo per riflettere e CAPIRE come si fa lo swing. Siccome il campo pratica è noioso, tu giochi solo in campo e alleni l’errore, alleni solo il fatto di voler PICCHIARE la pallina. Dai oggi, dai domani (un modo di dire lucchese che significa ripetere le stesse cose più e più volte) il tuo swing è annientato e lasciato in balia del CASO.

Ti alleni, hai un buon swing e quando fai la prova dimostri di aver capito come far volare bene la palla, ma il tuo swing sulla palla è totalmente diverso, figlio della PAURA. Paura di cosa? Di quel tondo bianco che non sai se si alzerà! Paura di te stesso, sfiducia nelle tue capacità, ansia da prestazione. Ogni volta che sei in campo e alzi la palla esulti e tiri un sospiro di sollievo per aver evitato una figuraccia con i compagni e con te stesso. Dai oggi e dai domani (solito modo di dire) come speri di acquistare fiducia in te? Il tiro di golf dovrebbe essere GUSTATO, fonte di gioia e non fonte di stress…

I rimedi che cerchi di porre in atto sono inconsistenti. Magari vai dal maestro che ti dice cosa sbagli, ma tu non riesci a mettere in pratica cosa ti suggerisce per migliorare il tuo swing. Dopo qualche lezione constati che il tuo swing è lo stesso di prima, così ritorni a giocare in campo e ottieni gli stessi identici risultati.

Ogni volta che giochi male ti dici che magari la prossima volta andrà meglio, infatti avrai alcune rare volte in cui riesci a giocare il tuo handicap e allora ti ripeti: CI SIAMO! Oggi ho giocato bene, la prossima volta giocherò meglio! Invece oggi hai fatto risultato (che non vuol dire giocare bene) per una serie di casi fortuiti, perchè il tuo swing è lo stesso di prima, solo che hai imbucato tanti putt o hai approcciato meglio del solito, oppure hai fatto errori SCUSABILI di swing. (Hai presente quei rattoni lunghi che ti hanno consentito di chiudere la buca? Li chiami colpi di golf?)

SE CONTINUI A FARE COME HAI SEMPRE FATTO OTTIENI I RISULTATI CHE HAI SEMPRE OTTENUTO!!!

Come muoverti dunque? Ti risponderò con grande gioia appena otterrò il risultato che mi sono prefissa. Dal niente non viene niente, per ottenere qualcosa l’unica via è il lavoro duro e certamente è cambiare abitudine. Adesso so che anch’io ho accumulato brutte abitudini, come quella di giocare in campo, fare “passeggiate” con persone che vogliono solo passeggiare (…), illudermi di fronte a un buon risultato, rassegnarmi a veder accorciato di trenta metri il drive, accettare di sbagliare colpi facili, scarsa attenzione alle parole del maestro… Il mio viaggio però è finito, adesso voglio risalire sul picco. Non mi interessa il picco di 6000 metri, ma almeno a 1000 metri vorrei arrivarci!

Il fallimento non viene tutto insieme, è il risultato di una serie di scelte sbagliate. Il successo, che è l’esatto contrario, significa porre in atto scelte consapevoli che facciano SUCCEDERE qualcosa e se questo qualcosa non succede bisogna cambiare, provare e riprovare, senza arrendersi. Spero di darti al più presto la MIA chiave per il successo a golf!

Golfissazione va in vacanza!

250px-Beachsoccer[1]Un lettore mi ha raccontato questa scenetta avvenuta nel suo circolo.

L’autore del misfatto, che chiameremo Beppino, è diventato tristemente famoso anche oltre i confini del circolo e nessuno lo vuole come compagno di gara!

Quel giorno Beppino stava andando bene in gara, era pari dopo una decina di buche, ma a un certo punto mette la palla in bunker, suo punto debole. Si avvia con i tre compagni verso la palla, due di loro si addentrano a destra nel boschetto per cercare una palla e l’altro (quello che mi ha raccontato la storia) sta dall’altra parte del fairway.

La palla di Beppino è insabbiata, ne emerge solo meno della metà. Beppino si guarda intorno, c’è solo il compagno che sta guardando lo score, gli altri due sono ancora nel bosco, allora che fa Beppino?

Da’ un calcio alla palla!

La sposta solo di un paio di metri, sempre in bunker, ma adesso almeno è giocabile, è interamente sopra la sabbia, il colpo è più facile! Per sua sfortuna il mio lettore lo vede, si mette a ridere e gli dice:

Stai giocando a Beach Soccer per caso? (storia tristemente vera)

Buone ferie a tutti, buon agosto!